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L’aggettivo migliore per gli Alien Army in questo momento è “instancabili”.

Se gli Alieni ci hanno fatto aspettare 12 anni tra The End e The Difference (uscito il 13 gennaio 2015), stavolta i tempi di attesa sono molto minori e dopo un anno e mezzo la principale crew italiana di DJs è pronta a consegnarci “Quattro”.

Nei suoi 22 minuti e mezzo di durata, “Quattro” prosegue nelle corde sonore molto corpose sentite in The Difference con degli sprazi di innovazione sonora portati dalla new entry  Chryverde; John Type ci consegna una produzione folle in Dominate dove troviamo l’intera crew agli scratch.

In “Quattro” assistiamo anche ad un cambio di formazione ed il debutto della formula “Racing Team”: rispetto a The Difference fanno anche il loro debutto DJ Fakser ai piatti e DJ 5L con una produzione dal sapore molto funky ed una pioggia di scratch.

Possiamo definire “Quattro” una soft release del prodotto fisico che gli Alien Army pubblicheranno a settembre. Il disco uscirà quindi in copia fisica con alcune tracce extra ma non possiamo ancora dirvi altro.

Abbiamo avuto modo di rivolgere alcune domande agli Alien Army che vi riportiamo di seguito.

C’è da dire che negli ultimi anni siete stati a dir poco prolifici: come già enfatizzato nell’introduzione dell’intervista siamo passati da un lasso di 12 anni a “solo” un anno e mezzo di attesa tra un disco e l’altro. È un periodo particolarmente stimolante per voi?

DJ Skizo: Abbiamo trovato nuovi sistemi e modi di produzione e remix e vogliamo consegnare al mondo tutta la musica che ci frulla in testa: abbiamo raggiunto una maturità produttiva alta e cerchiamo di fare e dare molto in termini di produzione sia come crew che singolarmente. C’è un impegno di base da parte di tutti a spingere e tirare fuori buona musica, ognuno di noi sta lavorando al proprio disco e presto invaderemo lo spazio con ottime robe sonore.

Io stesso sono in procinto di stampare un nuovo LP dal titolo D.A.V. che incorpora elementi di scratch misti a rap e produzioni strumentali tipiche mie.

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Mandrayq: Dopo l’uscita di The Difference la voglia di “andare avanti”, di “spingere” era e rimane tanta.
Quel disco con le sue 28 tracce e le numerose persone coinvolte, sia interne che esterne del gruppo, è un’opera al quanto impegnativa che racconta molto più di una sola storia. Non potevamo fermarci lì, e già sapevamo che avremmo lavorato a un futuro EP che ora, finalmente, conosciamo come “Quattro”.
L’entrata dei nuovi membri Fakser e 5L, più Chryverde come produttore, ci ha dato una spinta ulteriore nel progettare questa nuova avventura piena di stili diversi e varietà musicale.
Siamo anche più che contenti di uscire ancora una volta con il nostro partner, la ThisPlay Music (ThisPlay Music Urban in questo caso) che ci sopporta in quest’ impresa.
Questo EP, secondo me, racchiude un po quello che siamo attualmente; Le persone e le loro storie cambiano, si evolvono, si cresce, si avanza e ci si addatta in qualche modo lì dov’è necessario.
Ma una cosa rimane sempre: La passione per il giradischi e la buona musica.
Sound curato, Tecniche giuste, musica sexy. Senza incassonarci in un particolare genere.
Credo che questo EP sia una spinta ulteriore per andare avanti, sempre più forti, con nuove idee, e continuare a fare quello che facciamo:
Essere Alieni. Per noi, e per Voi.

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Partiamo con una domanda collettiva: dopo un anno e mezzo da The Difference siete già pronti con un disco nuovo. Quando avete iniziato a lavorarci?

DJ Skizo: Ho perso il conto! Un giorno ci siam svegliati un giorno e le tracce son iniziate a fluire e come al solito è stato un fiume in piena che terminerà solo con “Quattro Deluxe”.

La teoria della iper produttività e costanza sono ora parte di AA. Siamo in generale quasi tutti musicisti a tempo pieno che hanno necessità di esternare il proprio stile continuamente.

Il disco suona già molto eterogeneo, come del resto il suo precedecessore: ci sono state particolari influenze in questo lavoro?

DJ Skizo: Volevamo un suono “Grosso e Ruggente” e penso siamo riusciti ad ottenerlo salvando il nostro stile. Difficile che io mi faccia influenzare sulla produzione: Like it or not rimane il suono tipico che uso e sviluppo da sempre per AA.

Ovviamente sono stati modificati in generale sul disco l’approccio alle canzoni che, in generale, sono strutturate per essere eseguite dal vivo come una Band che si rispetti.

Sul palco noi siamo e dobbiamo essere modulabili e intercambiabili e con la formula che usiamo riusciamo tutti ad eseguire tracce del disco live.

Doppia domanda per 5L e Fakser: tra voi abbiamo 4 Killa Combat Scratch vinte, 1 titolo IDA Italy per 5L e 1 DV-DJ Tech Online Scratch Battle per Fakser. Avete fatto il vostro debutto come membri di Alien Army in una location leggendaria come il Leoncavallo a Milano durante la seconda edizione del Be There or Be Squared ed ora farete anche il vostro debutto “discografico” all’interno della crew: cosa si prova?

Fakser: Le emozioni che si provano sono incommensurabili, davvero. Alien Army è una crew storica che ha sfornato dischi con cui sono cresciuto e che perciò rappresentano un punto di riferimento tuttora costante per me, per cui anche solo l’idea di poter diventare parte attiva del collettivo è per me un onore, oltre che un dono. In più, lavorare in gruppo significa ricevere un apporto notevolissimo alla propria crescita personale e artistica, che a sua volta viene messa da parte del singolo a disposizione del collettivo. È un rapporto di osmosi che dà risultati e soddisfazioni di non poco conto.

DJ 5L: prima di tutto è un grandissimo onore poter lavorare con persone di questo calibro e non smetterò mai di ringraziarle per la possibilità che mi è stata concessa. Provo un gran senso di riconoscenza nei confronti di tutta la crew! Perché a loro modo (e ognuno a suo modo) stanno contribuendo alla mia crescita artistica tramite consigli esperienze ecc ecc… Inoltre provo un gran senso del dovere! Voglia di migliorare sul piano tecnico/stilistico e anche sul piano delle produzioni! In un certo senso non mi sento per niente “arrivato” anzi questo è solo l inizio! FunkyFresh!

 

Christian Chryverde, tocca a te. Faccio fatica onestamente a descrivere lo stile delle tue produzioni a volte dei tocchi molto etnici / tribal, a volte pura elettronica: in “Quattro” sentiamo entrambi gli stili. Quali sono state invece le tue singole influenze nella produzione di Sooo Dope e Get Serious?

ChryverdeSi devo dire che mi piace variare, va in base a come mi sveglio la mattina, non avendo vincoli con nessuno posso permettermi ancora di sperimentare. Non ho vere e proprie influenze fondate, son cresciuto fino alle scuole medie ascoltando principalmente house, dj Ralf e Coccoluto erano i miei preferiti, quando ho iniziato ad approcciarmi al mondo del dj e successivamente alle produzioni i miei idoli indiscussi erano i Crookers, e ancora adesso seguo molto sia Phra che Bot. Da qui mi si è aperto un mondo. Ora seguo quasi esclusivamente il mercato americano più che altro perché hanno uno stile nel fare le cose in cui mi ci rivedo molto. Fondamentalmente ora mi piace tutto, dalla house della Dirty Birds Records, alle cose più elettroniche di Mad Decent, Fools Gold e Owsla, fino alle tracce più R’n’B / future beats / sperimentali di Soulection, quindi Mr. Carmack ecc.. Nell’ultimo periodo mi sto prendendo molto per Doner Music, Label di Big Fish piena di talenti italiani come Kharfi, Aquadrop e The Golden Toyz. Per racchiudere il tutto sotto un unico cappello direi che mi piacciono tutte quelle sonorità nuove e fresche che si adattano bene alle situazioni da Club. Oltre alle produzioni sono anche un Dj di conseguenza cerco sempre di tirar fuori dei prodotti che io per primo suonerei nei miei dj set.
Il mio approccio in studio penso sia molto singolare, nel senso che la parte “creativa” dei progetti la svolgo col mio portatile. A volte sto in giardino o nel bar sotto casa. Nell’ultimo periodo studiando a Milano la maggior parte dei progetti li ho portati avanti in treno. Comunque cerco sempre situazioni dove posso stare a mio agio, poi ovviamente quando si parla di tecnicismi, equalizzazioni, mix ecc ho il mio piccolo studio a casa dove poi svolgo la parte finale del lavoro.
Per questo album di Alien Army io avevo già dei progetti che a me piacevano molto ed è stata solo una questione di confronto tra di noi per capire quali erano più adatti. È stato tutto molto naturale, ci siamo trovati in studio con Skizo tutti con delle idee, io ho avuto carta bianca sulle produzioni mentre Skizo e Simo G l’hanno avuta sugli scratch. Ed è uscito quello che potete sentire. Sia io che Skizo siamo stati fin da subito dell’idea che quando sei convinto di una cosa devi chiuderla. Come va’ va’, senza troppe paranoie. È cosí alla fine che quando tiri fuori un prodotto non hai rimorsi del “avrei potuto fare questo?” aggiungere quell’altro?”. Quando ci poniamo queste domande apriamo un’altro progetto e facciamo qualcosa di nuovo.

 

Simo G: altra figura che oserei definire instancabile. Tre looper di ottima fattura pubblicati online, una produzione assolutamente massiccia in Quattro e nello stesso disco non ti fai mancare nemmeno gli scratch. I beats sono delle naturali conseguenze dei momenti di prova e di allenamento o parti spesso con l’idea di produrre?

Simo G: Prima di tutto ti ringrazio. Credo si possa fare e dare sempre di più, quindi continuerò in maniera costante a mettere carne sul fuoco. E’ un piacere per me! Il mio terzo looper è in uscita, ma voglio anche anticiparti che “The Spaceship Looper Vol. 2” by Alien Army è in fase di stesura. Saranno contenti in tanti, almeno spero. Tornando a noi, direi che il più delle volte parto con l’idea di produrre, anche se a trasmettermi lo stimolo è proprio lo scratch. Sembra strano ma in risposta alla tua domanda potrei fare uso di entrambe le soluzioni. Mi siedo in studio e cerco di tirar fuori il meglio. Appena ho una melodia in testa mi precipito sulla DAW e butto giù l’idea. Così ho fatto per “Outta Jungle”. Come hai detto tu gli Scratch non mancano, e a parer mio non devono mancare mai. E’ facile trascurarli quando ci si dedica alle produzioni e alla cura di ulteriori aspetti e dettagli. Molto spesso ne sento la necessità, e soprattutto la loro mancanza, dunque tra un beat e l’altro mi dedico anche a fader e giradischi. Sono loro che mi forniscono gli stimoli necessari. Sono loro la chiave di “Quattro”

 

“Racing Team”, nuova formula / nuovo concept per Alien Army. Chi ci spiega di che si tratta a conti fatti? Ci sono delle sostanziali differenze nella presentazione del team?

DJ Skizo: Ogni disco ha una sua follia intrinseca: per Orgasmi Meccanici non saprei dirti, quello era un viaggio Lisergico; per The End c’era il rapimento alieno dietro ogni angolo; per The Difference erano gli ottimi Tacchini che galoppavano nelle nostre teste, ora sostituiti da macchine al sorpasso in QUATTRO.

Come precedentemente detto ogni concerto riserva una sua peculiarità e le formazioni sono intercambiabili: abbiamo una formula di prove separate dove ognuno di noi può allenarsi su un live con le sue parti a distanza .

 

John Type: questo progetto è, per certi versi, un debutto anche per te. Per la prima volta curi le grafiche di un prodotto Alien Army, ti sapevamo già attivo nell’ambito del montaggio video per alcuni progetti di VJing ma la grafica ci torna nuova. Com’è venuta l’idea di prendersi in carico la grafica di un album? Faccio mea culpa ma questa è un’informazione che a conti fatti mi manca, possibile tu abbia rivestito questo ruolo già in Lunatic Decadence?

John Type: Esatto, anche in Lunatic Decadence ho curato la grafica del mio album. In Quattro l’incarico è nato molto spontaneamente. Con Skizo c’era l’idea di raffigurare il quarto album di Alien Army con il numero 4, subito dopo mi è venuto il flash dei numeri delle macchine da corsa. A quel punto ho cercato qualcosa di future-retro, qualcosa che sembrasse una navicella spaziale, ed infine mi sono imbattuto nella Porsche 917 degli anni 60′, è incredibile come una macchina di quasi 50 anni fa sia ancora così attuale nel design. La copertina l’ho completamente disegnata con photoshop, ed a quel punto mi sono occupato anche della direzione artistica del progetto, creando una linea d’immagine che si è riflessa dalle grafiche fino ai video. Il concept del “Racing Team”, rispecchia lo spirito da “corsa” delle gare per dj, che ha sempre caratterizzato il gruppo.

 

DJ Skizo: in che momento vi siete accorti che era il momento di aggiungere dei componenti al gruppo?

DJ Skizo: Alien Army è solita ogni tanto ad aprire campagna acquisti, crediamo in delle persone le annusiamo per lungo tempo, le testiamo, le mettiamo un pizzico a prova e quando il momento è arrivato entrano nel gruppo… se hanno le specifiche per entrarci e sopratutto per restarci sono i benvenuti.

C’è una solida gerarchia all’interno del gruppo stesso e il rispetto e l’educazione sono alla base del rapporto, prima viene l’uomo poi la sua tecnica .

Lo scratch e la musica sono solo una conseguenza.

Ovviamente come detto ogni tanto cerchiamo di dare spazio a generazioni nuove su cui scommettiamo e che cerchiamo di istruire sotto diversi punti di vista non solo musicale ma anche organizzativo, di marketing, di produzione e, per ultimo attingiamo a quelle che sono le Skills.

 

DJ Skizo: membro fondatore, sei l’assoluta costante all’interno di Alien Army. Come vedi l’evoluzione del suono del gruppo?

DJ Skizo: Ho dovuto farci l’orecchio ma sono cresciuto anche io negli anni con il gruppo.

Alien Army nel 96 suonava in una maniera ed è giusto che nel 2016 abbia sonorità diverse ma se tu sei un nostro fedele e ci hai seguito nel lungo percorso puoi facilmente sentire che il nostro imprint iniziale è sempre solido e vivo. Quello che sta alla nostra base è sempre il concetto: se non sai da dove sei partito difficilmente puoi muovere passi verso nuove destinazioni.

Con questo “Modo” agiamo e portiamo avanti la logica di gruppo.

Alien Army non è una crew comoda, chi entra lavora sodo, chi c’è da tempo lavora ancor più sodo. Nessuno regala nulla e noi il nostro ce lo siamo sempre preso con mille sforzi.

Con questa modalità e formula abbiamo portato a casa negli anni moltissimi goals e sopratutto ci siamo fatti stimare all’estero per longevità, coerenza del suono e costanza. Abbiamo guadagnato nel tempo una credibilità che difficilmente si sarebbe ottenuta se avessimo tenuto duro dal 96 ad oggi.

Questo è il nostro quarto LP considerando Il contatto, una sorta di mixtape dell’epoca.

In effetti molta acqua è passata sotto i ponti e molte persone si sono avvicendate nel nostro nucleo ma l’Oggetto della visita e lo Scopo rimangono inalterati.

Siamo qui per lasciare un Segno.

Roger qui Madre Aliena passo e chiudo.

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