Negli anni ’60 circolava il giradischi portatile della Singer; un oggetto squisito per avere la giusta colonna sonora per i pic-nic, senza dubbio.

Nel 2002 tocca alla Vestax che lancia sul mercato il Vestax HandyTrax, giradischi portatile dalla forte trazione e compagno di viaggio di diggers e DJs.

Insomma, i giradischi portatili sono in giro da parecchio tempo e qualcuno l’avrà sicuramente fatto molto tempo prima ma mai come negli ultimi due anni abbiamo assistito alla diffusione di quello che oggi chiamiamo: portablism.

Il portablism si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo portando anche alla creazione di nuovi prodotti, una vasta gamma di crossfaders di ridotte dimensioni da portarsi appresso ma anche alla reinvenzione di prodotti già esistenti sul mercato e successivamente riadattati: è proprio qui che la serie PT01 (USB, Touring e Scratch) della Numark ha cominciato a farla da padrone.

I Numark PT01

Le differenze che contraddistinguono i tre modelli sono poche: per quanto riguarda le caratteristiche meccaniche (potenza del motore, modalità di trasmissione, fattore di forma del braccio) esse sono comuni a tutti e 3 i modelli, ciò che quindi li contraddistingue sono il design e l’elettronica.

Nel modello Touring è intuibile che quello che si voleva ottenere: un design molto fedele ai giradischi compatti vecchia scuola, il classico giradischi da “pic nic”. Ecco quindi il coperchio con le cerniere e il disegno del braccio stile retrò realizzato però in alluminio (a differenza della plastica dei modelli USB e Scratch). Rispetto agli altri modelli della serie monta una batteria al litio, dispone di due casse per un suono stereo e, al termine del disco, riporta automaticamente il braccetto in posizione.

Per quanto riguarda l’elettronica invece tutti i modelli presentano un diffusore audio le cui caratteristiche sono comuni, come anche la possibilità di essere connessi tramite usb per “rippare” i vostri dischi in digitale (anche se è una cosa che sconsiglio poiché la qualità del DSP a bordo dei PT01 lascia un pò a desiderare; meglio collegare l’uscita ad una interfaccia audio dedicata dove i DSP offrono prestazioni in termini di frequenza di campionamento, risoluzione in bit e latenza migliori).

Le differenze in termini di elettronica le possiamo notare negli ingressi e nelle uscite e nel fattore di forma dei connettori, oltre ovviamente allo switch del PT01 scratch che offre una soluzione integrata per lo scratch potendo anche continuare ad utilizzare il diffusore integrato. Su quest’ultimo ci riserviamo di fare un appunto sul posizionamento dello switch: essendo posizionato alla destra del piatto, la cosa favorisce notevolmente i turntablists abituati a tenere la mano sinistra sul piatto e la destra sul crossfader mentre, a mani invertite, è possibile scratchare ma con un rischio più alto di colpire il braccio.

Il Numark PT01 Scratch invece ha due ottimizzazioni estremamente utili per i turntablists: a differenza del PT01 USB che monta uno slipmat incollato al piatto (quindi dovreste scollarlo e ritagliarne o procurarvene uno nuovo) ha uno slipmat di feltro removibile ed ha un reale ingresso line attivo, a differenza del modello USB che fornisce una sorta di ingresso line se usato in modalità USB ma privo del proprio gain come sul PT01 Scratch.

PT01 vs. Handytrax

Per quanto riguarda le differenze tra il Numark PT01 e il Vestax Handytrax, la più sostanziale è la trazione: nonostante il motore sia prodotto dalla stessa azienda con le stesse caratteristiche tecniche e la stessa trasmissione a cinghia. Quindi la differenza dove sta? Nella fisica! Guardando i due piatti a confronto è possibile intuire molto facilmente dove sta la differenza e nel capire il perché!

A sinistra il Vestax Handytrax; a destra il Numark PT01

Grazie alla dimensione maggiore dell’asse di rotazione del piatto, la cinghia dell’Hanytrax è in grado di fornire un valore di trazione superiore esprimibili in termini di kg/cm.

La trazione kg/cm dei Numark PT01, seppur inferiore ad un Vestax Handytrax non deve assolutamente essere un deterrente e la scarsa reperibilità di questi ultimi ha lasciato grande spazio di manovra alla Numark.

Per oggi è tutto, il prossimo appuntamento tra 7 giorni con un’analisi dei migliori crossfader portatili in commercio.

A cura di Lorenzo Crastia e Giulio “Dee Jay Park” Pecorella